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Economia circolare e pratiche manageriali: il caso Fiusis in una ricerca LIUC


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Economia circolare e pratiche manageriali: il caso Fiusis in una ricerca LIUC


Negli ultimi anni il concetto di economia circolare ha preso piede sia nella ricerca scientifica che nel mondo manageriale rappresentando un nuovo approccio industriale per la gestione d’impresa che favorisce una più efficace transizione verso la sostenibilità. L’adozione dei principi di economia circolare – come un migliore consumo delle risorse che si hanno a disposizione o l’estensione del loro ciclo di vita – richiede alle imprese di adottare specifiche pratiche manageriali nei loro modelli di business. Tra queste, ci sono le pratiche di ridisegno dei prodotti o dei processi o una loro servitization per superare il tradizionale “modus operandi” basato sul “take, make, dispose”.

Tuttavia, la ricerca esistente non riesce ancora ad approfondire in modo esaustivo quali siano i fattori abilitanti o le barriere per l’adozione di tali pratiche manageriali nelle imprese. Cosa serve davvero alle aziende per fare economia circolare? Di quali risorse hanno bisogno per progettare un modello di business circolare? Quali competenze servono per adottare una o un’altra pratica manageriale? Chi sono i soggetti della supply chain con i quali bisogna interloquire primariamente?

È con lo spirito di rispondere a tali domande che nasce la ricerca dal titolo “Enablers of managerial practices for circular business model design: an empirical investigation of an agro-energy company in a rural area”, frutto di una collaborazione tra la LIUC (con Andrea Urbinati, Docente della Scuola di Ingegneria Industriale), l’Università LUM di Casamassima (con Pasquale Del Vecchio) e l’Università di Utrecht in Olanda (con Julian Kirchherr).

Questo articolo pone l’attenzione sui fattori che hanno abilitato l’adozione di pratiche manageriali per la progettazione del modello di business di Fiusis, una società operante nel settore agro-energetico in una zona rurale del sud del Salento.

Oltre ad avere progettato un modello di business circolare, Fiusis è anche stata riconosciuta dalla Commissione Europea nel 2019 come azienda avente “il miglior modello di business in un’area rurale”. La scelta di approfondire il caso Fiusis non è quindi casuale. Soprattutto nelle aree rurali, spesse volte caratterizzate da un consumo sbagliato delle risorse in esse presenti, diviene infatti di fondamentale importanza capire quali interventi mettere in pratica e come possono essere implementati, così come di quali risorse e competenze si ha bisogno, al fine di una più efficace implementazione dei principi dell’economia circolare.

Tra i principali fattori abilitanti la progettazione del modello di business di Fiusis, la ricerca pone l’accento su un ambiente politico e istituzionale che ha favorito l’avvio e lo sviluppo dell’impresa, così come sull’importanza di aver saputo collaborare all’interno della comunità di stakeholder per la creazione di una nuova cultura della sostenibilità.

Pubblicato il 29 Marzo 2022
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