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La comunicazione non finanziaria: ricerche LIUC


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La comunicazione non finanziaria: ricerche LIUC


Di recente, la crescente consapevolezza del ruolo delle imprese ne ha aumentato la responsabilità verso la società in cui operano. Esse non possono più essere orientate unicamente al profitto, ma devono rendere conto dei propri impatti ambientali e sociali e divenire fautrici di un processo di creazione di valore per tutti i propri portatori di interesse. Questo processo di cambiamento passa anche attraverso la comunicazione non-finanziaria delle imprese, uno strumento fondamentale per incrementare la trasparenza e la reputazione aziendale.

Questa tematica è stata affrontata all’interno di tre articoli scritti da Patrizia Tettamanzi (Professore Associato della Scuola di Economia Aziendale) e da Valentina Minutiello (PhD Student in Management, Finance e Accounting).

Il primo articolo (“The quality of nonfinancial voluntary disclosure: A systematic literature network analysis on sustainability reporting and integrated reporting), pubblicato per il Journal Corporate Social Responsibility and Environmental Management, traccia una rassegna della precedente letteratura sul tema della qualità del Bilancio di Sostenibilità e dell’Integrated Reporting, applicando una metodologia innovativa, nota come “Systematic Literature Network Analysis” (SLNA), che assicura l’oggettività dei risultati e proponendo un’agenda di ricerca per il futuro.

Il secondo studio (“Gender disclosure: The impact of peer behaviour and the firm's equality policies”), pubblicato per il Journal Corporate Social Responsibility and Environmental Management e sviluppato insieme alla co-autrice Isabel-María García-Sánchez, affronta il tema della parità di genere all’interno delle imprese. In particolare, analizza l’influenza della performance aziendale sulla parità di genere e dei comportamenti dei concorrenti sulla divulgazione di informazioni da parte delle imprese informazioni sulle azioni intraprese per garantire eque opportunità a uomini e donne.

Infine, l’ultimo articolo (“Integrated Reporting quality and companies’ ownership structure on the light of Stakeholder and Institutional Theory: does sustainable investors' presence matter?”) approfondisce il ruolo svolto dall’assetto proprietario e, in particolare, da una particolare tipologia di investitore, l’“investitore sostenibile”, sulla qualità di una campione internazionale di report integrati. Gli investitori, infatti, possono influenzare l'impegno di un'azienda verso la sostenibilità e favorire anche una maggiore informativa non finanziaria. L’articolo, sviluppato con i co-autori Lucrezia Songini e Patrick Velte, è stato presentato nel corso della 16esima Conferenza Interdisciplinare EIASM su “Intangible & Intellectual Capital: sustainability and integrated reporting, governance and value creation” e ha ricevuto il riconoscimento di secondo classificato tra le “Best Junior Contribution to the Theory and Practice of Intangibles and IC”.

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Pubblicato il 14 Ottobre 2021
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