“Nessuno mi può giudicare” è il titolo del convegno in programma alla LIUC con cui si intende affrontare i principi del diritto e della religione cristiana alla base del rispetto di ogni persona e della convivenza sociale, fornendo gli strumenti cognitivi per combattere l’omofobia.
La rimozione degli “ostacoli” che limitano di fatto l’eguaglianza è un impegno cui la nostra Costituzione (art.3) ci chiama in maniera permanente, con vigilanza attenta. In questa prospettiva, i diritti delle persone LGBT+, così come i diritti di ogni persona che subisca ingiusta discriminazione, costituiscono un campo di verifica per la stessa democrazia. Nelle molteplici interazioni e alleanze che possono costruirsi in questo impegno comune, anche un rapporto tra fede e omosessualità senza malintesi e diffidenze, può diventare un percorso di liberazione offerto a chiunque.
L’evento è promosso dal Comitato Pari Opportunità e dalla Cappellania LIUC e si inserisce nelle iniziative che fanno capo al 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite.