La rilevanza della logistica in tutto il mondo è cresciuta, nell’ultimo lustro, in modo esponenziale assumendo un ruolo decisivo nell’orchestrare i complessi sistemi organizzativi che alimentano le moderne supply chain delle aziende, con un deciso impatto su diversi aspetti dell’agire economico e sociale, che vanno dall’intensificazione del traffico urbano, al suolo consumato per nuovi magazzini, agli effetti delle emissioni degli automezzi.
In questo quadro, le infrastrutture materiali di trasporto (strade, autostrade, ferrovie, interporti, terminal ferroviari, aeroporti e porti), unite alle risorse immateriali, rappresentano una delle condizioni principali per favorire la crescita socioeconomica e produttiva di un territorio.
In particolare, il grado di accessibilità di un territorio, la sua competitività e possibilità di attrarre investimenti è data dalla capacità di erogare servizi nei tempi e nei modi richiesti dal mercato, garantendo la possibilità di raggiungere i diversi luoghi di origine/destino in tempi e costi ragionevoli, con un adeguato livello di sicurezza e riducendo al minimo le esternalità negative.
Per quanto riguarda l’Italia, la principale area a vocazione logistica è la cosiddetta La Regione Logistica Milanese (RLM), i cui confini travalicano quelli amministrativi della Regione Lombardia, estendendosi a Ovest lungo l’A4 verso Novara e a Sud lungo la A1 verso Piacenza.
Dal 2010 la RLM è stata oggetto di studio da parte del Centro sulla Logistica e la Supply Chain della LIUC su richiesta della CCIAA di Milano, Monza-Brianza e Lodi e grazie al sostegno di ALSEA (Associazione Lombarda Spedizionieri e Autotrasportatori).
Obiettivi
L’obiettivo principale della ricerca è quello di analizzare l’evoluzione del settore della logistica e dei trasporti della Regione Logistica Milanese (RLM), confrontandolo con quello dei i principali sistemi logistici europei quali l’Ile de France, la Renania Westfalia in Germania e la Catalogna in Sapgna.
Scopo della ricerca non è però solo la descrizione delle trasformazioni avvenute, ma anche quello di fornire ai policy makers e agli enti istituzionali uno strumento conoscitivo e di riflessione per disegnare policy in grado di sostenere e promuove iniziative che vadano oltre gli aspetti puramente infrastrutturali, per affrontare temi più legate alle modalità localizzative (pianificazione territoriale) e all’efficienza dei servizi offerti dal “sistema logistico” lombardo nel suo insieme.
La ricerca è articolata in tre fasi:
1) L’evoluzione della logistica nella RLM negli ultimi 5 anni: mappatura e analisi dei dati relativi alle imprese, ai nodi e ai flussi logistici che interessano la Regione Logistica Milanese.
2) Sviluppo di un indicatore composito per l’attrattività (Re.LAI): al fine di valutare le performance territoriali del settore della logistica & trasporti relativamente alle dimensioni di efficienza, competitività, accessibilità & connettività, sostenibilità & innovazione.
3) La RLM a confronto con i principali cluster logistici europei: comparazione delle prestazioni della RLM con i principali motori logistici europei Catalogna, Ile de France, Renania Westfalia

Risultati
Dove è competitiva RLM? La RLM è prima in Europa in termini di efficienza, misurata da cinque indicatori relativi al costo del fare logistica. In particolare, il basso costo degli affitti dei magazzini e del costo orario della manodopera rappresentano fattori di attrattività, soprattutto per quei segmenti della logistica che richiedono un maggior utilizzo delle risorse connesse alle attività di magazzino.
Dove è migliorata? I miglioramenti più significativi riguardano la dimensione della competitività, in particolare la qualità dei servizi forniti dall’ecosistema della logistica, anche in virtù della crescita qualitativa del capitale umano, misurato dall’incidenza degli addetti con levato livello di formazione.
Quali gap permangono? Rispetto ai principali logistics cluster europei, la RLM, in cui si concentra il 27% del mercato di logistica nazionale e il 35% dei magazzini italiani, è svantaggiata soprattutto dal punto di vista infrastrutturale e della connettività marittima e aerea. In particolare, un fattore strutturale di criticità è rappresentato dai problemi connessi ai valichi alpini, soprattutto dal punto di vista ferroviario, che impattano sui tempi di attraversamento delle Alpi da parte delle merci.
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Team di ricerca
Fabrizio Dallari – fdallari@liuc.it
Martina Baglio – mbaglio@liuc.it
Francesco Bandera – fbandera@liuc.it
Alessandro Creazza – acreazza@liuc.it
Sergio Curi – scuri@liuc.it
