Nuovo appuntamento per Aperigiallo@LIUC con Sandrone Dazieri e il suo ultimo thriller “La mossa del granchio”, edito da Rizzoli.
L’inventore della serie di culto del Gorilla, tra i maggiori interpreti italiani del noir, ha pubblicato la Trilogia del Padre tradotta in più di venticinque Paesi. Ora torna con un nuovo e travolgente caso per i protagonisti Dante Torre e Colomba Caselli alle prese con uno spietato mistero del passato.
L’incontro è aperto a tutti, con ingresso libero. Al termine, firmacopie.
Il salto creativo: ricerca in giallo
In concomitanza con il ciclo “AperiGiallo@LIUC”, la Biblioteca Mario Rostoni propone di condividere le letture dei propri gialli preferiti sulla “bacheca del giallo”, dove studenti, docenti e cittadini potranno consigliare letture firmandone la recensione. L’idea è che si pensi a un romanzo, un racconto, un film, una serie che piaccia, da condividere su un post-it.
La lettura di gialli allena la mente e ci riporta al centro della ricerca scientifica e di un momento che spesso dimentichiamo. Non si tratta dell’esperimento o dei dati; è il momento che precede: quando qualcosa non ha senso e qualcuno osa ipotizzare una spiegazione, un’ipotesi esplicativa.
Il filosofo Charles Sanders Peirce definiva questo processo “abduzione”: formulare un’ipotesi a partire da un fatto sorprendente. È il fruttuoso salto creativo che rende possibile la ricerca! Senza di esso, non ci sarebbero domande, né esperimenti, né scoperte.
Prima di essere rigorosa, la scienza è immaginativa. I romanzi gialli rendono visibile questo momento. Ci mostrano come si passa da mille indizi o anche da uno solo a una incredibile, ma possibile spiegazione. Ma lo fanno in modi diversi. Sherlock Holmes ci regala l’intuizione improvvisa: il brillante “Eureka!”. Jules Maigret ci mostra una comprensione lenta e paziente. Sam Spade si muove nell’incertezza, rivedendo le ipotesi più e più volte.
Molte serie recenti si concentrano su dati, analisi forense e verifica. Stili diversi, ma la stessa domanda: che cosa spiega questo? Ecco quindi il punto. Quando scegliamo un giallo, non stiamo solo scegliendo un intrattenimento ma un modo di pensare.