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Imparare dal fallimento nell’innovazione dei dispositivi medici: anche LIUC nel progetto PRIN


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Imparare dal fallimento nell’innovazione dei dispositivi medici: anche LIUC nel progetto PRIN

“Breakthrough Innovation and Learning by Failure in the Medical Device Industry” è il titolo del workshop conclusivo del progetto PRIN 2022 finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) che ha visto la partecipazione della LIUC, insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna (capofila) e all’Università degli Studi di Siena.

Il workshop ha rappresentato il momento di sintesi dell’attività scientifica focalizzata sui meccanismi di apprendimento a valle di casi di fallimento in processi di innovazione breakthrough e in particolare nel settore dei dispositivi medici. All’evento ha partecipato in qualità di keynote speaker David Maslach (Florida State University), che ha offerto una riflessione internazionale sul ruolo dei dati, dei dispositivi medici e del lavoro organizzativo nei processi di innovazione.

Per LIUC, i docenti Andrea Urbinati, Gloria Puliga e Raffaella Manzini hanno presentato i risultati dello studio intitolato “Learning from innovation failure: the case of the medical device industry”. Questa ricerca ha previsto una revisione sistematica della letteratura internazionale, basata sull’analisi di 107 contributi scientifici sul tema learning from failure, e a seguire un’indagine empirica su tre aziende operanti nel settore medical device. I risultati hanno evidenziato il passaggio da una visione lineare e deterministica del fallimento, in cui le aziende tendono a implementare ex post interventi di mitigazione dell’errore nei loro processi di innovazione, a una prospettiva sistematica e non lineare, nella quale l’errore diventa parte integrante del percorso innovativo e delle routine organizzative delle imprese, che pianificano ex-ante interventi che prevengano episodi di fallimento.

Come sottolineato dal prof. Andrea Urbinati, Principal Investigator dell’unità LIUC: “I casi analizzati mostrano che il fallimento non è un’anomalia del processo innovativo, ma una sua componente strutturale. Le imprese che riescono a codificare l’esperienza negativa in scelte decisionali sviluppano una capacità superiore di adattamento strategico.”

A sua volta, la prof.ssa Gloria Puliga ha evidenziato: “Il vero cambio di prospettiva è passare dall’idea di imparare dopo aver fallito alla costruzione di sistemi organizzativi che aiutino le aziende ad apprendere mentre innovano. Un altro elemento centrale che è emerso suggerisce come le organizzazioni non apprendano tutte allo stesso modo. Le modalità di istituzionalizzazione dell’esperienza negativa variano in funzione del contesto, ma la consapevolezza del valore del fallimento rappresenta il vero fattore distintivo del processo di apprendimento.”

Nel suo complesso, il progetto PRIN ha affrontato in modo integrato il binomio fallimento-apprendimento nei processi di innovazione breakthrough nel settore dei dispositivi medici. Questa integrazione di prospettive ha consentito di collegare l’analisi dei fallimenti, come i richiami di prodotto, con i processi di apprendimento e di riorientamento strategico delle imprese.

Il contributo distintivo del PRIN risiede proprio nell’aver superato una visione lineare e deterministica del fallimento, proponendo una lettura multilivello in cui il fallimento rappresenta un elemento strutturale delle attività di innovazione e l’apprendimento un processo continuo, sistemico e temporalmente dinamico.

Pubblicato il 20 Febbraio 2026
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