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Centro Camillo Bussolati |
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CONVERSAZIONI DI MANAGEMENT
Il Value Management
(15 settembre 1998)
Nell'attuale contesto competitivo, caratterizzato da un allargamento degli spazi geografici e da una sempre maggiore presenza di concorrenti, le imprese devono avere la massima cura nel ricercare strategie di prodotto, di marketing e di produzione che consentano l’equilibrio economico a valere nel tempo ovvero che siano in grado di creare ricchezza. Al dire il vero questo è un principio generale che sta da sempre alla base dell’operare d’impresa ma in questi ultimi tempi esso necessita di essere applicato con molta più attenzione che nel passato poiché gli spazi di manovra si stanno via via riducendo e gli errori possono costare cari. Non solo, ma spesso le imprese familiari o comunque a ristretta base azionaria - proprio per seguire questi andamenti e per disporre di capitali adeguati - sono costrette ad aprirsi a nuovi investitori che dall’impresa si aspettano rendimenti adeguati, che tengano conto del valore del tempo e del rischio dell’investimento da loro effettuato.
In questi scenari nasce quindi un modello di gestione orientato al valore denominato value management. Partendo dall’assunto che un investimento si giustifica solo se ripaga almeno il costo del capitale sostenuto per finanziarlo, il modello si traduce concretamente impostando un sistema informativo per il capo d’impresa o meglio un sistema di pianificazione, programmazione e controllo che si ispiri a tutto questo.
Nel corso dell’incontro si intende affrontare le premesse di questo modello di gestione soffermandosi poi sulle modalità concrete per la sua applicazione. In particolare due sono i temi da affrontare: da un lato, le misure più opportune per esprimere la creazione di valore, e dall’altro i modi di utilizzo di questi parametri per rendere la gestione d’impresa più efficace.
Sommario
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Value management: le premesse; |
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Le misure per esprimere la creazione del valore: dall’EVA al Valore Attuale Netto; |
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La valenza gestionale della creazione del valore; |
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Alcuni problemi tecnici. |
Il Prof. Giorgio Brunetti è Professore Ordinario di Strategia e Politica Aziendale all’Università Bocconi di Milano. Ha in precedenza insegnato presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, prima come assistente, poi come professore incaricato e quindi come professore ordinario.
E’ autore di numerose pubblicazioni fra cui: "Le decisioni finanziarie nell’economia aziendale", 1974; "Il controllo di gestione in condizioni ambientali perturbate", 1979; "Analisi, previsioni e simulazioni economico-finanziarie d’impresa" (in collaborazione con V. Coda e F. Favotto), 1984; "Evolutionand Recent Trend in Finance", 1984; "Il controllo del capitale circolante", (in collaborazione con L. Olivotto), 1992; "Economia aziendale" (in collaborazione con G. Airoldi e V. Coda), 1994; "Contabilità e bilancio", 1994; "Marzotto continuità e sviluppo", 1994; "Il bilancio consolidato come strumento informativo nell'ottica degli investitori e dei finanziatori: potenzialeconoscitivo e limiti", in I gruppi di società, Atti del convegno internazionale di studi, Venezia 1995, Giuffrè, 1996; "Vitalità del capitale di rischio e fattori di sviluppo delle piccole e medie aziende", in Atti del Convegno AIDEA svoltosi a Piacenza, Clueb, 1997; "L'interpretazione e la significatività del bilancio consolidato nell'analisi finanziaria strumentale all'investimento azionario", in Il bilancio consolidato nella prospettiva dell'azionista, Giuffrè, 1997.
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