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Progetti

(Open innovation in private family small and medium-sized firms: drivers, challenges and solutions)

Capoprogetto: Lazzarotti Valentina

Durata: 2018 -2019

 

Strategie di Open Innovation (OI) sono tanto necessarie quanto difficili da realizzare, soprattutto per le PMI di natura familiare per le quali la ricerca è a uno stadio preliminare.

Il progetto ha lo scopo di:

  1. far luce sui fattori che incentivano o inibiscono l´adozione di strategie di OI da parte delle PMI familiari.
  2. identificare i meccanismi organizzativi, manageriali e sociali che ne favoriscono il successo.

Le nuove generazioni di imprenditori in un settore del Made in Italy costituiscono il contesto empirico analizzato.

 

L´innovazione tecnologica richiede oggigiorno un sempre più ampio spettro di conoscenze e risorse, spesso non completamente disponibili all´interno dei confini della singola impresa. Aprire il proprio processo di innovazione tecnologica a collaborazioni con un insieme di soggetti (clienti, fornitori, università, ecc.), attuando cioè strategie di Open Innovation (OI), è divenuta un´esigenza imprescindibile per le imprese odierne (Chesbrough, 2003). Tale esigenza è particolarmente accentuata per le piccole e medie imprese (PMI) che, ancor più delle grandi, paiono mostrare carenze difficilmente sanabili in assenza di sharing con partner esterni (van de Vrande et al., 2009).

Tuttavia, un´implementazione soddisfacente di strategie di OI è tutt´altro che agevole. Esse richiedono infatti una gestione attenta dell´elevato grado di interdipendenza che inevitabilmente si genera fra i molteplici attori coinvolti nel processo di innovazione. Ad esempio, individui appartenenti a differenti aziende devono  imparare  a collaborare efficacemente, condividendo conoscenza per crearne di nuova, il che richiede di sviluppare adeguati ruoli organizzativi, meccanismi manageriali e sociali (Lazzarotti et al. 2015). Inoltre, occorre tener presente come l´interdipendenza porti alla perdita del pieno controllo delle proprie risorse da parte della singola impresa, con conseguenti rischi di spill-over da monitorare attraverso adeguati meccanismi di protezione (Manzini e Lazzarotti, 2016).

Se la necessità di gestire le interdipendenze ha dato luogo nelle grandi imprese allo sviluppo di pratiche ormai diffuse e analizzate in modo approfondito dalla letteratura specialistica, lo stesso non vale per le PMI. In relazione a esse, la ricerca, teorica ed empirica, è ancora poco consolidata e rileva come il perseguimento di strategie di OI possa rivelarsi particolarmente sfidante proprio per carenza dei meccanismi sopra richiamati (Lambrechts et al., 2017).

Fra le PMI, quelle cosiddette familiari (nelle quali una o più famiglie collegate fra loro da legami di parentela hanno il potere di nominare gli organi di governo) rappresentano una percentuale rilevante, in Italia e nel mondo. In quanto piccole e medie, valgono per esse le medesime spinte verso l´OI, per colmare la limitatezza di conoscenze e risorse (Brinkerink et al., 2017). Sembra però che alcuni fattori si manifestino in modo così accentuato da costituire seri ostacoli all´apertura del processo di innovazione. La paura di perdere il controllo sulle attività d´impresa, ad esempio, è fra i fattori inibitori più citati (e.g. Kotlar et al., 2013) da una letteratura che si rivela tuttavia tanto a uno stadio preliminare quanto caratterizzata da teorie ed evidenze contrastanti. Alcuni contributi vedrebbero infatti le imprese familiari come addirittura più aperte – rispetto alle non familiari – grazie all´unicità delle risorse che le caratterizza (e.g. social capital o qualità delle relazioni interne ed esterne), tale da renderle particolarmente attrattive come partner in una collaborazione tecnologica (Anderson et al., 2005).

I contrasti fra prospettive ed evidenze si ricompongono in un assunto condiviso: le imprese familiari sono fortemente eterogenee e vi è quindi l´esigenza di investigare a fondo le ragioni di tale eterogeneità (Chrisman et al., 2015).

Il progetto intende fornire un contribuito in tale ambito, perseguendo i seguenti obiettivi di ricerca:

  1. identificare i fattori che favoriscono l´adozione di strategie di OI da parte delle PMI familiari e gli ostacoli che la inibiscono
  2. identificare i meccanismi organizzativi, manageriali e di contesto sociale, atti a facilitare il successo di strategie OI nell´idea che disporre di un set di strumenti abbia una duplice valenza:
    1. di aiuto alle imprese nel fronteggiare eventuali ostacoli, incentivando così l´adozione di comportamenti collaborativi
    2. di supporto nella gestione efficace della collaborazione al fine di trarre valore da essa
  3. particolare attenzione è rivolta al confronto generazionale, nell´ipotesi che la generazione più giovane alla guida dell´impresa possa costituire un ulteriore elemento di eterogeneità nell´identificazione di fattori a favore e/o ostacoli all´adozione di strategie di apertura.
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