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Dottorato di Ricerca in Gestione Integrata d'Azienda
Temi di ricerca

I seguenti sono esempi di progetti di ricerca offerti ai dottorandi:


Business value of IT in Sistemi Inter-Organizzativi

Aurelio Ravarini (aravarini@liuc.it) - CETIC

Le innovazioni IT dell'ultimo decennio si sono rivolte in larga misura a facilitare lo scambio di informazioni tra organizzazioni diverse: l'impiego di sistemi RFId ha favorito lo sviluppo di supply chain, la disponibilità di tecnologie quali NFC porta all'offerta di servizi al cittadino (cui in genere si fa riferimento con il termine smart city) da parte di aggregazioni di enti pubblici e privati, piattaforme web per il social networking permettono a cluster di imprese di coordinare la gestione degli ordini o lanciare iniziative di internazionalizzazione.
La letteratura di ambito Sistemi Informativi è ricca di studi finalizzati a valutare l'effetto degli investimenti informatici sul business, sia in chiave descrittiva (evidenziando i fattori in grado di spiegarne l'efficacia) sia per guidare la progettazione dei sistemi informativi. La maggioranza di questi lavori - tuttavia - affronta questi temi avendo come unità di analisi la singola organizzazione.
L'attività di ricerca in oggetto (svolta in collaborazione con i laboratori TJ Watson di New York e con l'ETH di Zurigo) si propone di superare questo limite e portare lo studio dell'effetto dell'IT sul Business (in inglese: Business Value of IT) al livello di contesti inter-organizzativi, quali le supply chain, cluster o altre forme di aggregazione organizzativa.

Per lavorare in quest'ambito sono richieste conoscenze nell'ambito dei sistemi informativi (in particolare: metodologie di pianficazione e progettazione dei sistemi informativi).


Comparazione di modelli di Technology Appraisal - Tecnologie sanitarie, innovazione tecnologica, modelli di valutazione economica, organizzativa, sull'etica

Davide Croce (dcroce@liuc.it) - CREMS

Seguendo gli sviluppi dei modelli di Health Technology Appraisal strutturati dalla Canadian Agency for Drugs and Technologies in Health (CADTH, 2006) e dallo European Network for Health Technology Assessment (EUnetHTA, 2008), e alla luce della sperimentazione in corso all'interno di Regione Lombardia (Programma Regionale di Valutazione delle Tecnologie Sanitarie, VTS-HTA), esiste la necessità di analizzare i modelli di Technology Appraisal utilizzati anche in settori differenti da quello sanitario, in un ottica di comparazione e sviluppo dei modelli esistenti.

È preferibile che lo studente abbia competenze economico/manageriali e/o ingegneristiche.


Competitività, cluster e gestione dell'innovazione

Fernando Alberti (falberti@liuc.it), Valentina Lazzarotti (vlazzarotti@liuc.it),
Raffaella Manzini (rmanzini@liuc.it), Emanuele Pizzurno (epizzurno@liuc.it)

Nell'ambito dell'accordo sottoscritto tra la Liuc e l'Harvard Business School (gruppo di ricerca sulla competitività del prof. Porter), le attività di ricerca in corso vertono sui cluster quale strumento di competitività, di sviluppo economico e di crescita regionale. In particolare è di interesse studiare se e in che misura i cluster italiani ed europei (sia i più noti che quelli emergenti) presentino caratteristiche peculiari che li rendono maggiormente competitivi sul piano internazionale.
Tra le diverse variabili, si intende dedicare grande attenzione alla relazione tra la competitività del cluster e la sua capacità innovativa (con particolare attenzione al tema dell'Open Innovation); da un lato, infatti, l'appartenenza a cluster, per definizione dedito a pratiche di innovazione aperta, è un potente driver per l'innovazione, dall'altro l'innovazione (di prodotto/servizio e di processo) rappresenta uno degli aspetti fondamentali per spiegare proprio la competitività del cluster stesso.

Per lavorare in quest'ambito sono richieste conoscenze sui temi dell'imprenditorialità (in particolare: competitività e cluster) e dell'innovazione (in particolare: le collaborazioni tecnologiche e il processo di sviluppo nuovo prodotto).

Per maggiori informazioni si veda il sito dell'Istituto di Strategia e Competitività: http://www.isc.hbs.eduhttp://www.isc.hbs.edu/moc.htm e del corso tenuto in Liuc:
http://my.liuc.it/gs/Insegnamento.asp?ID=2379


Comunicazione finanziaria e bilancio e controllo: principi contabili nazionali e internazionali

Alessandro Cortesi (acortesi@liuc.it), Patrizia Tettamanzi (ptettamanzi@liuc.it),
Elena Montani (emontani@liuc.it)

Il gruppo di ricerca sta attualmente lavorando sui seguenti progetti, sebbene l'interesse sia da estendere a qualsiasi tema innovativo nell'ambito del bilancio e della comunicazione finanziaria:
- i documenti IAS 14 e IFRS 8: il segment reporting e la qualità dell'informazione descrittiva e volontaria nel bilancio di esercizio e consolidato;
- la qualità degli utili (earnings quality);
- i modelli di governance e il controllo societario: i riflessi sull'informativa di bilancio;
- l'analisi della performance correlata all'audit quality.

Per lavorare in quest'ambito sono richieste tre condizioni fondamentali:
- buona conoscenza (scritta e parlata) della lingua inglese;
- conoscenza dei concetti fondamentali di statistica descrittiva e inferenziale;
- conoscenza di base dei temi di Accounting e Business Administration.

Per maggiori informazioni si veda http://my.liuc.it/gs/Insegnamento.asp?ID=2390http://my.liuc.it/gs/Insegnamento.asp?ID=2362http://my.liuc.it/gs/Insegnamento.asp?ID=2388


Corporate Social Responsibility e Grande Distribuzione Associata in Europa

Antonella Bona (abona@liuc.it)

Nel retail moderno il tema della Corporate Social Responsibility (CSR) può assumere un ruolo chiave, in quanto ai temi di responsabilità sociale ed etica sono legati aspetti in grado di migliorare la reputation (CeSAR, www.reputazione.it)e la fedeltà all'insegna. Coop Italia (Checked Out Study - Consumers International 2011) è il retailer europeo che più di ogni altro implementa politiche sostenibili ad ampio spettro. Viceversa le aziende concorrenti, pur pubblicando il bilancio di responsabilità sociale, appaiono ancora molto distanti soprattutto relativamente alla composizione e costruzione dell'assortimento; principale strumento di retailing marketing mix. I retailer a fatica selezionano le referenze e le marche che compongono le categorie merceologiche con una connotazione sociale anche a fronte di DPP superiori alla media. Obiettivo della ricerca è comprendere le ragioni di tale anomalia.

Per lavorare in questo ambito è richiesta la conoscenza dei temi di Corporate Social Responsibility e retail marketing. Capacità di analisi e raccolta dati rappresentano elementi fondamentali.


Innovazione e tecnologia nel retail: applicazioni e best practice nella gestione delle relazioni con la clientela

Antonella Bona (abona@liuc.it)

L'innovazione tecnologica nel retail ha contribuito nel corso degli anni a migliorare principalmente l'efficienza delle attività legate alla logistica e al controllo dei costi (Picotti 1999, Collesei 1999, Sbrana 2009). Nell'ultimo decennio alcune aziende commerciali inglesi, grazie ai nuovi strumenti tecnologici disponibili, hanno registrato un miglioramento dell'intero processo distributivo e delle attività di retailing marketing associate. Carenti, ad oggi, gli approfondimenti rispetto agli ambiti di applicazione delle nuove tecnologie alla gestione delle relazioni con lo shopper finalizzate a meglio comprendere il processo di acquisto, l'interazione tra i tools di comunicazione e l' identificazione degli strumenti di fidelizzazione.

Per lavorare in questo ambito è richiesta la conoscenza dei temi di retail marketing. Capacità di analisi e raccolta dati rappresentano elementi fondamentali.


Internet e tutela dei diritti fondamentali

Elena Falletti (efalletti@liuc.it) - Diritto Privato Comparato

Oggetto della proposta di ricerca è l'interazione dei diritti fondamentali nell'ambiente della Rete. Secondo la dottrina, il concetto di "diritto umano" è abbastanza recente e si diffonde all'inizio dell'era moderna quando la nascita dell'idea del diritto come pertinenza di un soggetto implica una concezione della persona come entità autonoma, cioè come individuo. Ciò ha provocato un cambiamento di paradigma, il quale ha consentito il mutamento prima sociale e poi giuridico e che ha portato al riconoscimento dei diritti fondamentali in capo ai cittadini. Esso è scaturito da due esigenze: da un lato il riconoscimento della libertà religiosa, e successivamente alla libertà di coscienza e di opinione, dall'altro alla libertà come sovranità sul proprio corpo e i propri beni. Tale paradigma si è sviluppato nel corso del tempo anche attraverso rivoluzioni violente. Con l'avvento della rivoluzione digitale, la personalità umana è entrata in contatto con una nuova dimensione, quella immateriale, con la formazione del più grande spazio pubblico che l'umanità abbia mai avuto a disposizione nella sua storia. Ciò ha comportato un necessario ripensamento di molti principi, anche giuridici, che sembravano stabilmente acquisiti, come nei casi della tutela della proprietà intellettuale, della privacy, della libertà di manifestazione di pensiero, della onorabilità e così via elencando. Oggetto della ricerca, quindi, è verificare come si possa realizzare in ottica comparatistica il bilanciamento tra esigenze contrapposte tra titolari di diritti fondamentali alla luce della necessaria libertà di Internet.

Per lavorare in quest'ambito non sono richieste preconoscenze specifiche.


La misurazione di grandezze "soft"

Luca Mari (lmari@liuc.it)

La misurazione è riconosciuto essere un importante strumento di acquisizione di informazione su entità empriche, come attesta un'ampia tradizione a proposito di sistemi di misura per grandezze fisiche ("hard"). Più critica, per varie ragioni, è invece l'ipotesi di misurabilità di grandezze / proprietà non-fisiche ("soft"), per esempio la qualità di un prodotto o di un servizio, le prestazioni di un'organizzazione, l'attitudine di una persona a un compito. A partire dalla letteratura di scienza della misurazione di ambito fisico e ingegneristico, il progetto di ricerca mira a esplorare le condizioni di misurabilità per grandezze "soft" e le relative peculiarità, per esempio in riferimento al cosiddetto "effetto Hawthorne".

Per lavorare in quest'ambito sono auspicate conoscenze almeno elementari di statistica e algebra.


Lo sportello unico per le attività produttive

Silvia A. Frego Luppi (sfregoluppi@liuc.it) - Diritto Amministrativo

Lo sportello unico per le attività produttive è un istituto finalizzato a semplificare i rapporti tra imprese e Pubblica amministrazione, intervenendo in particolare sul piano delle procedure amministrative, spesso eccessivamente gravose per il privato che si deve rapportare con l'apparato burocratico pubblico. Nel tentativo di incrementare l'efficacia dell'istituto sono intervenute nel volgere di pochi anni varie modifiche legislative.
L'oggetto della ricerca consiste nel dare conto dell'evoluzione della disciplina e poi in particolare di verificare in che misura oggi lo sportello unico sia in grado di semplificare l'azione amministrativa, agevolando le relazioni della PA con il mondo imprenditoriale.

Per lavorare in quest'ambito è necessaria una buona conoscenza del diritto amministrativo.


Open innovation e collaborazioni tecnologiche

Valentina Lazzarotti (vlazzarotti@liuc.it) - UniTIS

L'Open Innovation è probabilmente uno dei temi più rilevanti studianti negli ultimi dieci anni nel campo dell'innovazione. Il termine nasce nel 2003 quando Chesbrough pubblica un libro dal nome "Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology". Il concetto definisce un nuovo paradigma che afferma come le imprese possano e debbano far ricorso ad idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati, se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche e avere successo. Al centro di questo modello vi è dunque l'idea che il vantaggio competitivo provenga sempre più spesso dall'inbound open innovation, ossia dalla pratica di sfruttare le scoperte altrui: le aziende infatti, non hanno bisogno e anzi, non devono fare affidamento esclusivamente sulla propria R&S. In aggiunta, l'outbound open innovation suggerisce che le aziende, piuttosto che focalizzarsi esclusivamente su come poter sviluppare internamente una data tecnologia o idea innovativa, possono cercare organizzazioni esterne con modelli di business più adatti a sviluppare e commercializzare tale tecnologia/idea.
Sotto-tematiche incluse nel tema in oggetto sono le seguenti:
- le metriche dell'open innovation cioè le misure di performance per valutarne il successo;
- open innovation e la proprietà intellettuale;
- open innovation nelle PMI;
- open innovation e technology scouting;
- open innovation e diversi settori a confronto.
Nell'ambito delle nostra unità studiamo il tema suddetto sia esplorando casi di studio, sia mediante analisi estese (survey) condotte in Italia e in Europa.

Per lavorare in quest'ambito sono richieste conoscenze sui temi dell'innovazione, in particolare con riguardo alle collaborazioni tecnologiche e processo di innovazione nuovi prodotti. Competenze di analisi quantitative sono fortemente raccomandate.


Scenari tecnologici, organizzativi e sociali dei sistemi NFC e Internet of Things

Luca Mari (lmari@liuc.it) - Lab#ID

L'evoluzione tecnologica e di mercato sta guidando un processo che, iniziato dai sistemi RFId impiegati per la tracciabilità industriale, pare orientato a una massiva diffusione di sistemi embedded (NFC, RTL, WSN, ...) per applicazioni molteplici. Le attività di ricerca in questo contesto, che attualmente si usa chiamare Internet of Things, sono molteplici, per esempio a proposito dei modelli tecnologici e organizzativi di adozione, gestione, valutazione, ... di sistemi informativi basati su queste tecnologie, in particolare per l'abilitazione di collaborazioni intra- e inter-organizzative.

Per lavorare in quest'ambito sono richieste conoscenze circa la rilevanza delle tecnologie dell'informazione per le organizzazioni.

Per maggiori informazioni, si veda il sito del Lab#ID, http://labid.liuc.it


Simulazione come strumento di supporto alle decisioni e di formazione

Luca Mari (lmari@liuc.it) - CETIC

I modelli di sistemi dinamici, soprattutto quando realizzati nella forma di simulazioni software, sono spesso un efficace strumento di previsione e perciò sono impiegati in varie situazioni in cui sia rilevante l'analisi del comportamento di sistemi complessi, in particolare come supporto in processi decisionali e nella formazione in logica learning by doing.
Nell'ambito del centro di ricerca è stato sviluppato un sistema software per la costruzione e l'erogazione via web di modelli di sistemi dinamici, in logica di business game. Le attività di ricerca in questo contesto sono dunque molteplici, per esempio a proposito di strutture innovative (adattative, agent-based, swarm, ...) di modelli e sulle modalità che rendono efficace la formazione basata su strumenti di simulazione.

Per lavorare in quest'ambito sono richieste conoscenze almeno basilari a proposito di modellistica di sistemi dinamici.

Per maggiori informazioni, si vedano le pagine sui business game e sul sistema software STGraph nel sito del CETIC.


Teoria delle reti complesse e sua applicazione a casi reali

Fernanda Strozzi (fstrozzi@liuc.it)

La rappresentazione della realtà come rete complessa ha messo in luce diverse proprietà dei sistemi naturali e“man made”. Tuttavia la rappresentazione da sola a volte non riesce a mostrare le parti più importanti di unarete e spesso servono strumenti matematici più sofisticati per estrarle. Sono rappresentabili come reti ad esempio le relazioni sociali (Facebook, Linkedin, etc.) e le collaborazioni (direttori-consigli di amministrazioni, autori-articoli, magazzini-fornitori, terroristi-attentati).
Alcune delle domande cui si vuole rispondere sono: quali sono i nodi più importanti di una rete? Come si può raggruppare i nodi per identificare la struttura portante di una rete per meglio comprenderla? Quali sono i nodi critici di una rete ovvero senza i quali la rete smette di funzionare? Come evolve una rete e come emerge la sua struttura interna? L’attività di ricerca in quest’ ambito consisterà nell’applicare a reti reali le misure esistenti della teoria delle reti ed eventualmente svilupparne delle nuove.

Per lavorare in quest’ambito è richiesta la conoscenza di software che permettono l’implementazione e la visualizzazione delle proprietà di una rete, quali ad esempio Matlab e Pajek.


04/07/2012 12.53.00